Pensando a questo argomento ho nel cuore un vortice di emozioni.
Credo che il vero tabù sia meritare o non meritare di essere madre.
Ho un immenso dolore quando ci penso.
Il mio vivere è forse infertile?
Io avrei desiderato un figlio anche se ho una grave disabilità su base genetica.
Il mio corpo di donna si è sviluppato secondo le gioie mensili: grande rottura di scatole il ciclo!
Vivo lentamente, ma il mio cuore è sveglio e la mia anima è molto incazzata per questa condizione.
Non vorrei più sentirmi vuota. Un vuoto che non si colma con un cane o con mille gioielli. Una giornata è vuota quando manca quell’amore generato dall’amore.
Vuoto che si manifesta con dolorose abbuffate, con selettiva scelta di cibo, con shopping compulsivo. Vuoto che il perbenista ti liquida con: “Non è obbligatorio essere madre, non prescritto dal medico, non tutte nascono per fare le madri. Ho scelto la carriera!”
Brava, tu hai scelto la carriera. Io non ho scelto la mia disabilità.
Io ho un vuoto.
Vorrei un figlio che non nascerà mai. Vorrei che gli altri smettessero di pensare che devo essere felice comunque. Nessuno pronuncerà la parola “Mamma” pensando a me. “Mamma hai rotto le palle” nessuno lo dirà mai. “Fanculo, vado a vivere da solo!”, nessuno me lo dirà.
Vuota. Vuota d’amore.
Rispetto con stima e gentilezza chi non desidera avere figli, ma pretendo rispetto per il vuoto che sento.
Veronica Ferrari

Gli Indomiti sono il progetto editoriale de Il Giardino del Baobab di Reggio Emilia, nato per dare spazio alle parole e ai pensieri di persone con disabilità comunicative, attraverso la scrittura come strumento di espressione, relazione e partecipazione.