Di sicuro avete già sentito parlare delle difficoltà che una persona con disabilità può incontrare nel vivere la propria sessualità senza suscitare scalpore.
Dover vivere senza sesso per non causare disagio a familiari e alle persone che ci stanno intorno è per me un grande tabù.
Vive in me il desiderio costante di trovare uno spazio di libertà sessuale.
È un semplice bisogno umano, che non riguarda necessariamente l’atto sessuale, ma anche il desiderio di vivere l’affetto di coppia, fatto di vicinanza e piccoli gesti di cura reciproca.
La forza che nasce da una relazione di coppia vissuta con passione è un bene che chiunque ne abbia fatto esperienza può comprendere. Eppure, senza una vera ragione, sembra essere accettata solo quando riguarda coppie di persone definite “normodotate”.
Di questo argomento si parla poco, perché gran parte della società pensa che la disabilità sia incompatibile con la sessualità. E ciò che non si conosce spesso fa paura.
Sono educata a rispettare le diversità come parte infinita di bellezza, se do voce al mio sentire chiedo solo comprensione e apertura mentale al diverso.
Sono in carrozzina ma sono una donna, piena di vita e di esigenti desideri, diversa nell’aspetto fisico ma uguale a te nel centro dello spirito.
Ho diritto, come te, a fare nuove esperienze.
Mentre sono sola, mentre cammino nei miei pensieri, anche io sono donna, sono somma di passione.
L’amore per me è un sogno, e io ne ho tanto da donare agli altri.
Merito di amare e essere amata.
Sono calma, tranquilla, ma sento il mio fisico che reclama amore: il fisico, ma anche l’anima. Protezione e amore nella reciproca fiducia e fedeltà.
Sono libera di provare emozioni ed esigenze, l’unica cosa che mi manca è l’uso della parola. Siamo stati educati ad essere solo esseri che respirano, ma siamo anche persone pensanti e con desideri.
Sono quasi ossessionata dall’idea di una famiglia felice. Da partenopea, sono cresciuta in un contesto in cui non avere una famiglia e dei figli viene spesso considerato come avere una vita incompleta.
Sono molto aperta al confronto e desidero essere capita. Credo che molte persone che vivono una situazione simile alla mia possano riconoscersi nelle mie parole.
Faccio sempre in tempo a lasciarmi prendere dalla paura di rimanere sola, ma non voglio che la paura vinca sull’amore.
Sesso e amore sono complementari.
Marina Montefiore

Gli Indomiti sono il progetto editoriale de Il Giardino del Baobab di Reggio Emilia, nato per dare spazio alle parole e ai pensieri di persone con disabilità comunicative, attraverso la scrittura come strumento di espressione, relazione e partecipazione.