Barbara Vecchi
La mia pausa pranzo è diversa
Nell’ufficio di Barbara a Reggio Emilia, tra potenti computer, nuvoloni di cloud e lavagne scarabocchiate di algoritmi, c’è una cucina. La cucina dove si pranza. Sul tavolo si possono trovare insalate, pasta e panini, aloo paratha, riso e sabji, pollo dg, zurek, nachos.
Le chiacchiere vanno dalle partite di calcio, alle risate dei video di 9gag, dove Barbara non riesce a ridere, alle sue liti, guerre e lotte con i suoi figli, dove i suoi colleghi ridono un sacco.
Poi ci sono i discorsi seri sulla storia, la mafia, le religioni. Le lingue usate sono l’italiano e l’inglese, c’è chi perfeziona l’inglese, chi l’italiano.
Quando lavorano sono tutti uguali, con un unico obiettivo: il successo dell’azienda.
Barbara Vecchi nel suo Talk ci parlerà di come, a seguito di un momento particolarmente difficile come il superamento di un’emorragia cerebrale, ha deciso di fondare una start up innovativa. Quarantenne, madre di tre figli, con un’esperienza professionale di 15 anni alle spalle, si è stancata di vivere i pregiudizi della maggior parte delle aziende “classiche” e tradizionali.
Ha accettato la sfida della diversità di genere, età, religione e cultura.
Convinta che esseri diversi renda un’azienda più competitiva e che l’accettazione della diversità permetta a tutti di lavorare meglio perché tutti siamo diversi e tutti siamo uguali.
Le dure prove della vita ti fanno capire chiaramente che i sogni potrebbero rimanere tali se non ci provi, così ha trovato la forza e il coraggio di creare un’azienda diversa e uguale.